Persone più sagge di me mi fecero notare come fosse difficile far perdurare un blog dopo l'entusiastico avvio. Era vero, eppure non mi arrendo e dopo due mesi di inattività ecco un super post con tutto quello che di divertente è successo negli ultimi tempi.
- Il più grande cambiamento, quello più profondo e che maggiormente ha modificato la mia vita quotidiana è sicuramente l'esaurimento del deodorante di Asad.
- È finito! Dio sia lodato è finito! Sono finite le mattine in cui mi svegliavo non dal rumore, non dalla luce, ma dall'odore del NIVEA SPORT MAN blu. Prodotto demoniaco, evitatelo come la peste, meglio comprare delle cipolle.
- Apprezzo comunque l'idea sottostante, cioè quella di apparire profumato: lui si toglie i vestiti e senza dare nemmeno tempo al corpo di traspirare ecco che i pori vengono uccisi da una catastrofe nivea: ascelle, petto, schiena, gambe e talloni.
- Adesso a troneggiare sulla scrivania vi è un economicissimo deodorante al borotalco, discreto e buono, tuttavia la sua ragazza lo odia. Prego perché Natale o qualunque festa porta-regali abbiano dalle loro parti non riporti lo spettro nivea nella mia stanza.
- In effetti non vi ho aggiornato sul mio telefono. Beh, non arrivò con la prima spedizione perché fui vittima di frode su Amazon. Dopo un mese mi hanno rimborsato e adesso lo tengo stretto con me anche mentre dormo. L'universo sta comunque preparando la coincidenza finale per la sua annichilazione, ma io sono pronto ad evitare vasi che cadono, tombini semiaperti e burro. Perché non si sa mai col burro, può finire ovunque.
- Nel caso di Asad, il burro va a finire tra due fette di pane tostato, ogni mattina a colazione. Peccato che tale golosità sia un mezzo e non un fine. Serve ad accompagnare la vera colazione di Asad, ogni giorno:
- Sono caduto nell'autobus. Era chiaro che mi sarebbe successo prima o poi. Fighi fighi i double-decker, però occhio alle accelerate mentre si è in cima alla scala. Sono volato da cima a fondo contro il muro in un batter d'occhio. Erano le 4 di notte e l'autista mi ha chiesto se era tutto ok, certo rispondo io. Scendo e mi vergogno tanto.
- Ho visto dei Babbi Natale ubriachi bloccare il traffico:
- Volevo vedere il Flash Mob degli zombie per Halloween, era alle 3. Quindi mi dirigo verso Piccadilly Circus dopo una serata in discoteca ed attendo. Attendo. Invano, perché ho indovinato data ed ora, ma ho completamente toppato il luogo: il flash mob c'era, ma a miglia di distanza. Solo, torno a casa con due ore di ritardo rispetto a non essere mai sceso dal primo bus.
- Ho due nemici da fronteggiare ogni giorno: 1) la luce solenne che tutte le mattine ci illumina e ci ricorda che il sole sorge nonostante le nostre preoccupazioni e 2) il russare fragoroso di Asad, del quale posso procurare ai più interessati una registrazione. Li combatto con successo dormendo con una benda nera (di seta, credo, è così soffice) e i tappi per le orecchie. In sostanza non c'è alcun modo di comunicare con me: non vedo e non sento e sono tanto felice. Mi sovviene la metafora del pollo cieco.
- Ho parlato una volta con Zu, o forse Zhu, ma non ho capito cosa mi ha detto.
- Sono tornato a casa dopo un mese e la mamma quando mi ha visto ha pianto correndomi incontro per abbracciarmi perché il suo amore, il suo cuore era tornato.
- Sono stato ad Amsterdam, invitato da Optiver che voleva offrirmi un lavoro. Alla fine mi hanno detto di no, perché sono ancora troppo uno studente per sostenere certi ritmi di lavoro, tuttavia nell'albergo mi è successa una cosa che è valsa ogni momento speso ad Amsterdam.
Sono solo in stanza, a mezzanotte sento bussare.
Apro.
Trascrivo la conversazione:
Zoccolona Bionda Sulla Trentacinquina: "Hi."
Io: "Hi."
ZBST: "I'm Tania."
I: "...."
I: "...."
I: "...."
I: "...So...?"
ZBST: "Well, I'm here."
I: "...."
ZBST: "Didn't you call me?"
I: "No."
ZBST: "Maybe a friend of yours."
I: "I'm alone."
ZBST: "But they always send me to room 423." - I miei coinquilini mi prendono in giro perché ad intervalli regolari mi arriva un pacco dall'Italia firmato "MAMMA" con le banane, la pomarola mutti, la nutella e i fusilli.
- Nei primi giorni, quando ho tirato fuori dalla valigia un phon, Asad si volta, strabuzza gli occhi e chiede: "What's THAT?"
- Gli inglesi, dopo il Great Fire del 1666, hanno il terrore del fuoco. C'è un teorema che afferma che dovunque tu ti trovi nell'appartamento universitario, ci sono almeno due punti distinti nel tuo campo visivo con la stessa scritta: "FIRE". Nella nostra casina, che non può essere definita grande, ci sono 5 allarmi antincendio. Ognuno ha un'intensità sonora di 120 dB, la stessa di un'ambulanza. Se sommate 5 allarmi da 120 dB ottenete, anche senza fisica, un disastro acustico. Ce ne sono 5. Disgraziatamente gli inglesi adorano fare le esercitazioni. Alle 8. Nell'arco di tempo di 3 secondi uno si sveglia e balza in piedi nella più totale incoscienza, con gli occhi cisposi e una faccia a metà tra l'essere interrogativa e disperata.
- Quando sei pieno di valigie, o di borse della spesa, devi combattere contro 7 porte tagliafuoco, da quella d'ingresso a quella di camera. Poi sono della specie più cattiva: durissime da aprire e si chiudono crudelmente subito, proprio mentre la valigia sta passando, in modo che l'incastro sia perfetto e definitivo.
- La soluzione per eliminare la paura del fuoco secondo me va ricercata più a monte, SMETTETE DI PRODURRE MOQUETTES.
- Chiudo con un romanzo breve:
Asad ed il Tower Bridge
"Asad, secondo te, quanto è vecchio il Tower Bridge? Io direi verso 1800 e qualcosa"
"1800?? Ma no, non vedi che architettura vecchia? Sarà al massimo del 1300"
"Asad, secondo te, quanto è vecchio il Tower Bridge? Io direi verso 1800 e qualcosa"
"1800?? Ma no, non vedi che architettura vecchia? Sarà al massimo del 1300"

