domenica 18 dicembre 2011

A volte ritornano

Persone più sagge di me mi fecero notare come fosse difficile far perdurare un blog dopo l'entusiastico avvio. Era vero, eppure non mi arrendo e dopo due mesi di inattività ecco un super post con tutto quello che di divertente è successo negli ultimi tempi.



  • Il più grande cambiamento, quello più profondo e che maggiormente ha modificato la mia vita quotidiana è sicuramente l'esaurimento del deodorante di Asad.
  • È finito! Dio sia lodato è finito! Sono finite le mattine in cui mi svegliavo non dal rumore, non dalla luce, ma dall'odore del NIVEA SPORT MAN blu. Prodotto demoniaco, evitatelo come la peste, meglio comprare delle cipolle.
  • Apprezzo comunque l'idea sottostante, cioè quella di apparire profumato: lui si toglie i vestiti e senza dare nemmeno tempo al corpo di traspirare ecco che i pori vengono uccisi da una catastrofe nivea: ascelle, petto, schiena, gambe e talloni.
  • Adesso a troneggiare sulla scrivania vi è un economicissimo deodorante al borotalco, discreto e buono, tuttavia la sua ragazza lo odia. Prego perché Natale o qualunque festa porta-regali abbiano dalle loro parti non riporti lo spettro nivea nella mia stanza.
  • In effetti non vi ho aggiornato sul mio telefono. Beh, non arrivò con la prima spedizione perché fui vittima di frode su Amazon. Dopo un mese mi hanno rimborsato e adesso lo tengo stretto con me anche mentre dormo. L'universo sta comunque preparando la coincidenza finale per la sua annichilazione, ma io sono pronto ad evitare vasi che cadono, tombini semiaperti e burro. Perché non si sa mai col burro, può finire ovunque.
  • Nel caso di Asad, il burro va a finire tra due fette di pane tostato, ogni mattina a colazione. Peccato che tale golosità sia un mezzo e non un fine. Serve ad accompagnare la vera colazione di Asad, ogni giorno:

  • Sono caduto nell'autobus. Era chiaro che mi sarebbe successo prima o poi. Fighi fighi i double-decker, però occhio alle accelerate mentre si è in cima alla scala. Sono volato da cima a fondo contro il muro in un batter d'occhio. Erano le 4 di notte e l'autista mi ha chiesto se era tutto ok, certo rispondo io. Scendo e mi vergogno tanto.
  • Ho visto dei Babbi Natale ubriachi bloccare il traffico:
  • Volevo vedere il Flash Mob degli zombie per Halloween, era alle 3. Quindi mi dirigo verso Piccadilly Circus dopo una serata in discoteca ed attendo. Attendo. Invano, perché ho indovinato data ed ora, ma ho completamente toppato il luogo: il flash mob c'era, ma a miglia di distanza. Solo, torno a casa con due ore di ritardo rispetto a non essere mai sceso dal primo bus.
  • Ho due nemici da fronteggiare ogni giorno: 1) la luce solenne che tutte le mattine ci illumina e ci ricorda che il sole sorge nonostante le nostre preoccupazioni e 2) il russare fragoroso di Asad, del quale posso procurare ai più interessati una registrazione. Li combatto con successo dormendo con una benda nera (di seta, credo, è così soffice) e i tappi per le orecchie. In sostanza non c'è alcun modo di comunicare con me: non vedo e non sento e sono tanto felice. Mi sovviene la metafora del pollo cieco.
  • Ho parlato una volta con Zu, o forse Zhu, ma non ho capito cosa mi ha detto.
  • Sono tornato a casa dopo un mese e la mamma quando mi ha visto ha pianto correndomi incontro per abbracciarmi perché il suo amore, il suo cuore era tornato.
  • Sono stato ad Amsterdam, invitato da Optiver che voleva offrirmi un lavoro. Alla fine mi hanno detto di no, perché sono ancora troppo uno studente per sostenere certi ritmi di lavoro, tuttavia nell'albergo mi è successa una cosa che è valsa ogni momento speso ad Amsterdam.
    Sono solo in stanza, a mezzanotte sento bussare.
    Apro.
    Trascrivo la conversazione:

    Zoccolona Bionda Sulla Trentacinquina: "Hi."
    Io: "Hi."
    ZBST: "I'm Tania."
    I: "...."
    I: "...."
    I: "...."
    I: "...So...?"
    ZBST: "Well, I'm here."
    I: "...."
    ZBST: "Didn't you call me?"
    I: "No."
    ZBST: "Maybe a friend of yours."
    I: "I'm alone."
    ZBST: "But they always send me to room 423."
  • I miei coinquilini mi prendono in giro perché ad intervalli regolari mi arriva un pacco dall'Italia firmato "MAMMA" con le banane, la pomarola mutti, la nutella e i fusilli.
  • Nei primi giorni, quando ho tirato fuori dalla valigia un phon, Asad si volta, strabuzza gli occhi e chiede: "What's THAT?"
  • Gli inglesi, dopo il Great Fire del 1666, hanno il terrore del fuoco. C'è un teorema che afferma che dovunque tu ti trovi nell'appartamento universitario, ci sono almeno due punti distinti nel tuo campo visivo con la stessa scritta: "FIRE". Nella nostra casina, che non può essere definita grande, ci sono 5 allarmi antincendio. Ognuno ha un'intensità sonora di 120 dB, la stessa di un'ambulanza. Se sommate 5 allarmi da 120 dB ottenete, anche senza fisica, un disastro acustico. Ce ne sono 5. Disgraziatamente gli inglesi adorano fare le esercitazioni. Alle 8. Nell'arco di tempo di 3 secondi uno si sveglia e balza in piedi nella più totale incoscienza, con gli occhi cisposi e una faccia a metà tra l'essere interrogativa e disperata.
  • Quando sei pieno di valigie, o di borse della spesa, devi combattere contro 7 porte tagliafuoco, da quella d'ingresso a quella di camera. Poi sono della specie più cattiva: durissime da aprire e si chiudono crudelmente subito, proprio mentre la valigia sta passando, in modo che l'incastro sia perfetto e definitivo. 
  • La soluzione per eliminare la paura del fuoco secondo me va ricercata più a monte, SMETTETE DI PRODURRE MOQUETTES.
  • Chiudo con un romanzo breve:

Asad ed il Tower Bridge

"Asad, secondo te, quanto è vecchio il Tower Bridge? Io direi verso 1800 e qualcosa"
"1800?? Ma no, non vedi che architettura vecchia? Sarà al massimo del 1300"






venerdì 30 settembre 2011

Contrario al sesso comune

Rieccomi qua ad aggiornarvi. Sono successe tante di quelle cose che spero di ricordarmi tutto quello che è successo nelle ultime due settimane.
Procedo, come al solito, non in ordine di importanza.

  • Mi piace il popolo inglese, sono così cortesi: un esempio è una mail che mi è stata mandata dall'ufficio delle case universitarie. Cito: 
"Date: 21st september , 5:30 pm. 
You can finally move into your double room, number 11.5. Please FEEL FREE to do that before the morning of 22nd september. Best regards, Angela".


  • Questo è senza testa: 



  • Sì, come la cara ironica Angela ha sottolineato, sono FINALLY in doppia.
  • Ho perso 2 chili.
  • Io e Asad condividiamo praticamente tutto: geograficamente, apparteniamo allo stesso pianeta, quindi ok; il lavandino è lo stesso, quindi ok; lui va a letto alle 11, in genere, quindi proprio come me e si sveglia verso le 7, come è mia abitudine da che io mi ricordi.
  • Non cucina, no. Non si è ancora avvicinato ai fornelli e mi auguro non lo faccia mai.
  • No, non ha cous-cous in valigia.
  • No, nell'armadio non ha cous-cous, ma vestiti.
  • Però la sua ragazza, che conosco benissimo grazie alle frequentissime chiamate via skype mangia davvero cous-cous. Ogni sera.
  • Il pollo. Questa fa morire. Ci sono io che cucino. Arriva il buon Asad che è tutto felice di scoprire nuove culture e nuovi condimenti, mi chiede cosa cucino. Rispondo "la pasta". E, gasatissimo, vuole che gli insegni. facile, metti PRIMA l'acqua, poi il sale, POI la pasta e infine il sugo. A piatto pronto e condito in tavola mi chiede, stupito: "Ma scusa, non ci metti un pollo?"
  • A Londra si muore di caldo, chi ha mai detto che qua piove? Non ha mai piovuto, mai.
  • Non ci sono tapparelle, solo tende blocca-luce.
  • Blocca luce un cazzo, sono di un azzurrino timidino e infreddolito, al sole gli fanno una sega, c'è tanta di quella luce in camera alle 8 di mattina che ci cresce l'erba per terra. Chiaro, sulla moquette.
  • Disprezzo chi mangia i panini al pesto.
  • Ieri mattina esame. Lungo, difficile, crudele. I cinesi se ne sono andati tutti insieme, allo stesso momento, qualche minuto prima della fine. Secondo me sono wireless.
  • Invece quello strabico mi sta molto simpatico, e ogni volta che ce l'ho intorno io lo saluto, perché chissà che non stia guardando proprio me.
  • Figura di merda epocale, io ci so proprio fare: in un pub, a cena, siamo 3. Io, il Finlandese e un mio nuovo coinquilino (siamo 7). Ci stringiamo la mano, piacere, io studio Filosofia e vengo dagli USA. Ci invischiamo in una roba complicatissima tra religione e principio di indeterminazione di Heisenberg, finché, giunti ad uno stallo, pronuncio la seguente frase:
    "E' molto bello parlare con te, ma spero che in futuro avremo anche conversazioni più semplici. Boh, tipo, le tette."
    "Sono gay."
  • E' venuta a trovarmi la Lory, ed insieme abbiamo esplorato i meandri più nascosti di Soho di sabato sera. Prego ammirare l'accurata scelta dello sfondo: 
Siamo entrati in un locale che chiamarlo gay è riduttivo: c'erano sì gay, ma anche bisex e trans eccetera e la lori è stata pure aggredita da uno/a di questi personaggi.

  • Ho un sacco di indispensabili gadget. Ma il più indispensabile è sicuramente questo evidenziatore a forma di fiore:

  • Abbiamo beccato la banda. Sono stupendi, si comportano come un veicolo, si fermano a stop e semafori.
  • Ho lavato e stirato magliette e una camicia. Le magliette bene, ma la camicia era meglio prima che ci mettessi le mani.
  • Il mio cellulare, come previsto, non è ancora arrivato. Chissà se arriverà.
  • Ricordate: Felicità è mozzarella di bufala.

Vi aspetto, venitemi a trovare. Oppure, più facilmente, usate Skype, che mi fate solo piacere!

sabato 17 settembre 2011

Welcome back, Kolmogorov.

Resoconto della prima settimana:



  • devo smettere di dormire, perché altrimenti non ho tempo per fare tutto quello che devo fare.
  • una foto di me che contemplo dal basso verso l'alto la biblioteca:
  • che bello che Kolmogorov, Borel, Ito e l'assioma di scelta siano di nuovo le mie più grandi preoccupazioni quotidiane



  • ragazzi che figura di merda. Un coreo/cino/giapponese accanto a me a destra, si volta e proferisce una parola incomprensibile, plausibilmente una parola corea/cino/giapponese. Io mi volto a sinistra per vedere con chi sta parlando. Nessun asiatico ci stava guardando. Apposto. Lui però insiste e ripete i fonemi. Mi volto, nulla. Al terzo tentativo ripete e stavolta però mi porge la mano e si volta del tutto. La parola era il suo nome e il tizio era completamente strabico.
  • il professore è un figo, mai vista così tanta chiarezza e voglia di essere compreso.
  • ecco, devo fare i compiti. Qua funziona così: hai da fare i compiti, che poi vengono valutati, anche se in sostanza il voto finale ne è indipendente, però è una cosa simpatica, almeno sei obbligato a studiare.
  • qui tutti mangiano panini al pesto.
  • i cinesi sono tanti.
  • i cinesi sono cattivi.
  • i cinesi sono una setta, non parlano con gli altri e scrivono scrivono scrivono scrivono.
  • la classe è divisa in due parti, ormai ci viene naturale: a destra l'Europa, a sinistra l'Asia, e noi siamo in netta minoranza: 3 italiani, 4 francesi, 2 olandesi, 1 austriaco. Gli altri Asia, un paio di americani, una messicana idiota. In totale siamo 40, ma siamo una classe di matematica ed una di statistica riunite; noi siamo solo 20 e in effetti 10 europei su 20 è un risultato incoraggiante.
  • ragazze brutte brutte finora
  • la cucina non è stata ancora pulita, quindi mangio fuori, solo roba italiana. No, ancora non sono ingrassato.
  • scoperte incredibili riguardo l'università: c'è un pub, aperto fino a mezzanotte sempre pieno, sotto la biblioteca. C'è un discopub, sempre pieno, sempre sotto la biblioteca. Di fronte alla biblioteca c'è un edificio con al piano terra una palestra, due campi da squash e due campi da badminton, nonché gli spogliatoi con le docce. Puoi avere tutto ciò senza limiti alla cifra folle di 9£ al mese.
  • qui le notizie si fanno interessanti: HO COMPRATO UN TELEFONO NUOVO. Ed è un Samsung Galaxy S2. 
  • sta viaggiando per arrivare da me, ma, visto il mio malocchio, verrà smarrito dalla royal post ancora prima che mi arrivi, oppure, appena aperto, mi precipiterà nel piccolissimo pertugio tra la metro e la piattaforma. Comunque, inizia il conto alla rovescia sulla sua durata, i bookmaker danno a 1.00001 durata di vita inferiore all'anno solare.
  • ho scoperto che qui i matrimoni si festeggiano al pub, gli sposi lo prenotano e gli invitati devono pure pagarsi da bere. Birra chiaramente.
  • c'è l'offerta per prendere il caffè di mattina a "soli" 95p, che sono 1.qualcosa euro. Senza offerta è 1.20£, la Cate andrebbe in miseria.
  • la zitella della lavanderia mi ha trattato male, mi ha trattato da forestiero sporco (e fin qui aveva anche ragione) e mi ha detto che non si va in lavanderia senza un numero di telefono inglese. Io questo proprio non lo sapevo.
  • ho conosciuto un finlandese che mi ha spollato a squash 5-0.
  • quando il Tower Bridge si alza fa parecchio casino. Parte la sirena e le guardie ti dicono di fare in fretta. La cosa comica sono i turisti che si terrorizzano e impanicatissimi fuggono lungo il ponte perché temono di essere portati su dal ponte. Che ridere
  • con 5£ sono stato a ballare: tutti qua ballano entusiasti, maschi e femmine. tutti sono ubriachi di birra, gonfi e felici. Non c'è Monero che parla mentre vengono messi i dischi e la musica è decente. Comunque, questo è un argomento sul quale tornerò.
  • Grazie per avermi chiamato ed esservi fatti vivi, usate skype, io ci sono tutte le sere, se volete!


Come al solito, trovate, se volete le foto qui : Picasa
Un abbraccio a tutti

lunedì 12 settembre 2011

I primi 4 giorni

In questi 4 giorni è stato difficile trovare il tempo per tirare fiato e riflettere su quello che mi sta succedendo e quello che sto vivendo. Siccome non ho voglia di rielaborare adesso, farò un elenco degli highlights di ciò che mi è successo finora.
  • Il fresco
  • La limousine
  • La pioggia
  • Le nuvole
  • L'autunno
  • Nessuna zanzara da nessuna parte zero





  • La stanza singola ottima nell'appartamento dell'università
  • La cucina tremenda dell'appartamento dell'università
  • Il bagno agghiacciante dell'appartamento dell'università
  • La mamma che piange ed urla
  • La mamma che vuole tornare a casa
  • La mamma che implora il suo figliolo, il suo amore di tornare da lei e non rimanere
  • La mamma che sbraita in italiano contro la tipa inglese alla reception


  • La tipa inglese alla reception che chiama la traduttrice italiana
  • L'appartamento un po' più pulito
  • L'appartamento molto più pulito
  • L'appartamento verrà finito di pulire entro venerdì p.v.
  • Il magnifico Tower Bridge
  • La moquette onnipresente
  • Il topo sopra il tavolo del ristorante italiano
  • La pioggia
  • Le nuvole
  • La card universitaria
  • L'università strafiga
  • I cinesi
  • I cinesi
  • I cinesi
  • Gli indiani
  • Le biciclette a noleggio fotoniche indispensabili 
  • Telefonare dall'8° piano del New Academic Building e avere un assaggio del dominio su tutta la Terra
  • Il london Eye ruota in senso orario o antiorario?
  • Il mio amore che mi manca da morire
  • La mia famiglia infaticabile
  • Il gentilissimo omino delle Lego
  • La mamma che mi vuole stirare le camicie domattina alle 7 prima di prendere l'aereo
  • Ozzie Osbourne
  • L'impaginazione difficilissima delle foto di Blogger
  • La pioggia
  • I fuochi d'artificio che da Blackfriars Bridge danno il benvenuto ad Andri
Domani cominciano le lezioni, speriamo di farcela a portare avanti l'onore accademico europeo!
Un abbraccio a tutti! Fatevi sentire, vi prego!


Per altre (tutte, troppe) foto, si rimanda a: Picasa